Dopo due mesi e mezzo nella Madre Russia non potevamo risparmiarvi un
piccolo commento sul cibo, d'altronde siamo italiane, col palato sopraffino e
ci fa tutto schifo.
Dobbiamo ammettere che noi, effettivamente, siamo un po' esigenti: una mangia solo pasta, l'altra è
vegetariana. Però vi assicuriamo che questo paese mette alla prova anche gli
stomaci più allenati. Vi spieghiamo il perchè.
Innanzitutto, non esistono orari fissi per i pasti. La nostra padrona di
casa ci chiede ogni giorno a che ora vogliamo cenare: che monotonia risponderle
sempre 7.30/8, dopo due mesi e mezzo ci chiediamo come faccia a non esserle
chiaro. D'altronde ci ha spiegato che qui la regola generale è "mangia
quando hai fame, mangia tanto perchè hai bisogno di energie, non fare
distinzione fra dolce e salato". Esperienza personale: polpette a
colazione. La regola, se di regola vogliamo parlare, porta i russi a mangiare
ogni volta che digeriscono: quindi ogni tre ore. Non stiamo scherzando, a
qualsiasi ora del giorno troverete nei bar o nei ristoranti persone intente a
sbafarsi ingenti quantità di cibo.
Ma che cibo? Innanzitutto, aglio e cipolla non sono mai abbastanza.
Dimenticatevi alito profumato o armatevi di cicche al sapore di sgrassante per
wc: l'aglio è davvero ovunque.
Altra presenza ingente: la smetana, ovvero la panna acida che si usa come
condimento nelle insalate, nelle zuppe o per accompagnare le patatine fritte.
E' un sapore particolare, più acido di qualsiasi yogurt andato a male: Caterina
si sta abituando, Giulia bestemmia ogni volta che se la ritrova messa a
tradimento nel piatto.
Protagonista sulla tavole russe è il pane nero, leggermente più acido rispetto al nostro ma molto sostanzioso e saporito.
Non mancherà mai nel vostro pasto un po' di cavolo: supponiamo che non
ci sia la credenza che i bambini nascano sotto i cavoli, altrimenti la
popolazione si sarebbe già estinta. Troverete cavoli nell'isalata, come ripieno
di pirozhki (fagottini di pasta ripiena) e bliny, frittelle simili alle crèpes ma con
più uova (le calorie non sono mai abbastanza!). Questi ultimi li potete trovare anche nelle catene di fast-food russi come Teremok e Chajnaja Lozhka (letteralmente "cucchiaino da tè"), le la loro qualità non è infima, mentre, se siete curiosi di assaggiare i pirozhki, vi potete fermare a uno dei tanti chioschi sulla strada e scegliere quello che vi attira di più...sempre che capiate quello che c'è scritto sui cartellini!
I cavoli sono anche l'ingrediente principale dello shchi, uno dei mille tipi di zuppa.
I cavoli sono anche l'ingrediente principale dello shchi, uno dei mille tipi di zuppa.
A proposito, nella nostra permanenza abbiamo mangiato più zuppe che nella nostra
intera vita: zuppa di cavolo, zuppa di barbabietola (borshch, che però, notate
bene, è ucraino), zuppa di funghi, zuppo di pollo, zuppa di verdure varie,
zuppa di mais, zuppa di merda, zuppa di sputo, zuppa di detersivo e
l'immancabile zuppa di cipolle e aglio.
Qual è la cosa che non vi verrebbe mai in mente di mangiare con questo freddo polare? Il gelato, ovviamente. E invece no, sbagliato! Sia d'inverno che d'estate (col cambio impercettibile di temperatura) i pietroburghesi amano slinguazzare coni e coppette per strada.
Vorremmo dirvi anche qualcosa sul caviale, ma siamo troppo povere per
mangiarlo, quindi sorvoliamo e passiamo alla ricotta. Noi la chiamiamo ricotta
ma è ben diversa da quella che trovate nei tortellini: è dolce e più densa e la
potrete trovare sia trovare in piatti dolci che salati. Viene usata come
ingrediente principale dei sirniki, delle frittelline di formaggio davvero gustose,
che possono accompagnarsi sia a smetana che a miele.
Sezione bevande: l'acqua non è potabile, costa più della birra... per cui, obiettivamente, chi te lo fa fare di berla? Si pasteggia a tè caldo, idea non malvagia contando il freddo e la quantità di calorie che stai ingerendo: il calore del tè aiuta a sciogliere l'unto che ti fodera le pareti dello stomaco. E' amato da tutti il kvas, bevanda vagamente alcolica ricavata dal pane nero: a questa, dobbiamo ammetterlo, non ci siamo ancora abituate.
Ci sarebbero altre mille pietanze da elencare, ma abbiamo pietà di voi.
Nel caso non l'aveste notato, abbiamo avuto qualche difficoltà ad adattarci:
Caterina il primo giorno a cena da sole si è sbafata due etti di pasta, Giulia
piange a guardare foto di frutta fresca. Però ce la stiamo facendo: l'aglio
ormai è nostro amico, il cavolo ci mancherà.
P.S
Nel titolo abbiamo nominato anche la Kasha, una pappetta di avena servita a colazione. Ci rifiutiamo di soffermarci su questa perchè ci disgusta, ma di sicuro è da provare... Almeno, vi assicuriamo, è senz'aglio.




