martedì 15 maggio 2012

Russia e America : ovvero non discriminiamo nessuno, odiamo tutti.

Tutti noi abbiamo studiato nei libri di storia della rivalità fra America e Russia, l'una simbolo del capitalismo, l'altra del comunismo (anche se, al giorno d'oggi i fan di Lenin sono meno di quelli di Charles Manson). La Guerra Fredda non ha fatto nient'altro che evidenziare la loro rivalità e se gli americani nel corso della storia si sono trovati altri nemici, i russi invece hanno ancora un po' il dente avvelenato e non perdono occasione di sottolineare i difetti del popolo americano. Noi però, in veste di osservatrici esterne di entrambe le realtà, abbiamo notato che, nonostante l'enorme differenza storica, le due nazioni si somigliano tantissimo.
Prima di tutto pensate alla dimensione dei due rivali: sono entrambi giganteschi, la Russia segna qua un punto a suo favore ma anche gli Stati Uniti non scherzano. Uno spazio così ampio può solo ospitare persone completamente diverse. Pensate a un new yorkese, a un californiano e un texano: il primo ha sempre una tazza di caffè in mano per seguirei ritmi frenetici della grande mela, il secondo selo deride mentre va a fare surf, l'ultimo è immerso in ampi spazi rurali probabilmente con un lazo in mano. Passando alla Russia, vi diamo anche qui tre luoghi comuni che però, come tutti i luoghi comuni, hanno qualcosa di veritiero: l'abitante di San Pietroburgo vive in forse l'unica città europea della Russia, il  tovarish moscovita raramente parla inglese, il loro connazionale di Vladivostok quando apre le finestre alla mattina saluta le coste del Giappone. 
Queste differenze però si appianano quando entra in gioco l'inno nazionale. Tutti gli abitanti delle due nazioni sentono infatti fortemente l'appartenenza alla patria, il che ci porta alla seconda somiglianza: il patriottismo. Nel post precedente avete già appreso di quanto i russi amino il loro paese; degli americani non c'è nemmeno bisogno di parlarne e vincerebbero la gara de "il mio paese è più bello-forte-libero-ce lo abbiamo più lungo di voi" a occhi chiusi.
La somiglianza più inaspettata eppure più evidente(e diciamolo, anche quella ci affligge di più), è quella del cibo. Partendo da due culture diverse, una del fastfood e dell'ingrasso, l'altra segnata dalla povertà e dal freddo, riescono quasi miracolosamente ad arrivare allo stesso risultato: cibo di merda. Non esiste un piatto semplice: tutto deve essere condito, speziato e insaporito. Le porzioni sono sempre più grandi del normale e a Milano ci arriveremo, invece che in aereo, rotolando per le steppe. L'acqua c'è ma sembra veleno: meglio una bella birra alle 10 di mattina o una bibita gassata all'ananas e zampa di dodo. Ketchup al posto del pomodoro e naturalmente, ciliegina sulla torta, la pasta non è un primo piatto, ma un contorno da servire scotta assieme a verdure e carne e magari dopo un piatto di borsh. 
Se scopriremo altri punti in comune, state sicuri che non mancheremo di comunicarveli.
Intanto, è inutile che questi due colossi si dipingano come due mondi così opposti: addirittura i loro stemmi sono praticamente identici.



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