Tutti amano la festa di Capodanno: l'occasione migliore per bere e mangiare in compagnia, stilare una lista di propositi che non verrà seguita e mettere la parola fine a una serie di cattive abitudini che continueranno imperterrite dal 1°Gennaio. I russi pare lo amino particolarmente altrimenti non si spiega perchè lo festeggino due volte. Secondo noi il motivo risiede nell'alcolismo dilagante ma dicono che ci sia anche una ragione storica che risale a Pietro il Grande.
Questo zar cercò, durante il suo regno, di occidentalizzare la Russia. Tra le varie riforme che emanò ci fu il cambio di data del Capodanno, che veniva infatti festeggiato ai primi di marzo in corrispondenza dell'arrivo della primavera, o meglio del disgelo. Pietro spostò la data al 1° Gennaio ma fece riferimento al calendario giuliano, che era però già stato sostituito dal gregoriano nel resto dell'Europa.
Le datazioni russe rimanevano quindi comunque spostate di 13 giorni: che Pietro avesse il debito in matematica? Del resto, chi siamo noi per giudicarlo, che abbiamo il portafoglio pieno di monetine che non riusciamo a smaltire perchè non siamo in grado di contarle?
Dello strafalcione di Pietro se ne accorsero duecento anni dopo i bolscevichi, che aggiornarono il software Gregorian 2.0 e finalmente russi e spagnoli iniziarono a festeggiare capodanno lo stesso giorno.
Il capodanno istituzionale è quindi lo stesso nostro: Putin, con ghigni malefici, augura ai suoi sudditi altri 365 giorni di corruzione e tutti assieme si festeggia davanti a una tavola imbandita. Tredici giorni dopo, l'anno comincia un'altra volta: la programmazione televisiva è la stessa del 31 dicembre, si rifà il conto alla rovescia e si ristilano nuovi propositi già scaduti dopo meno di due settimane.
Se non vi abbiamo confuso abbastanza con date, calendari e aggiornamenti vi rifiliamo un'ultima chicca. Al tempo di Lenin, la chiesa ortodossa si rifiutò di seguire le direttive del Partito e non spostò la data del Natale di 13 giorni: è per questo che oggi in Russia il Natale viene festeggiato il 7 di Gennaio, cioè in mezzo ai due capodanni.
Insomma, due settimane di festa continua, regali e alcool.
La Russia, in fondo, ci piace.
Questo zar cercò, durante il suo regno, di occidentalizzare la Russia. Tra le varie riforme che emanò ci fu il cambio di data del Capodanno, che veniva infatti festeggiato ai primi di marzo in corrispondenza dell'arrivo della primavera, o meglio del disgelo. Pietro spostò la data al 1° Gennaio ma fece riferimento al calendario giuliano, che era però già stato sostituito dal gregoriano nel resto dell'Europa.
Le datazioni russe rimanevano quindi comunque spostate di 13 giorni: che Pietro avesse il debito in matematica? Del resto, chi siamo noi per giudicarlo, che abbiamo il portafoglio pieno di monetine che non riusciamo a smaltire perchè non siamo in grado di contarle?
Dello strafalcione di Pietro se ne accorsero duecento anni dopo i bolscevichi, che aggiornarono il software Gregorian 2.0 e finalmente russi e spagnoli iniziarono a festeggiare capodanno lo stesso giorno.
Il capodanno istituzionale è quindi lo stesso nostro: Putin, con ghigni malefici, augura ai suoi sudditi altri 365 giorni di corruzione e tutti assieme si festeggia davanti a una tavola imbandita. Tredici giorni dopo, l'anno comincia un'altra volta: la programmazione televisiva è la stessa del 31 dicembre, si rifà il conto alla rovescia e si ristilano nuovi propositi già scaduti dopo meno di due settimane.
Se non vi abbiamo confuso abbastanza con date, calendari e aggiornamenti vi rifiliamo un'ultima chicca. Al tempo di Lenin, la chiesa ortodossa si rifiutò di seguire le direttive del Partito e non spostò la data del Natale di 13 giorni: è per questo che oggi in Russia il Natale viene festeggiato il 7 di Gennaio, cioè in mezzo ai due capodanni.
Insomma, due settimane di festa continua, regali e alcool.
La Russia, in fondo, ci piace.
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