Se vi capiterà mai di essere a San Pietroburgo intorno ai primi di maggio vi accorgerete che la città è agghindata meglio di una debuttante del periodo zarista. Il 9 maggio si festeggia infatti il Giorno della Vittoria sul fascismo: dalla mattina alla sera si susseguono parate militari e di veterani, concerti e fuochi d'artificio. Insomma, un' occasione perfetta per sbronzarsi impunemente per strada. Lasciando da parte ubriaconi e il nostro adorabile tono sarcastico, questa giornata è davvero importante per la popolazione russa: la sconfitta del fascismo è vista come una vittoria personale di ogni singolo abitante e ogni famiglia ha una storia da raccontare.
Una tra tutte è quella che ieri sera, davanti a una tazza di tè e a una trasmissione celebrativa, ci ha narrato la nostra padrona di casa. Il giorno in cui è scoppiata la guerra, sua zia e sua sorella erano fuori città a raccogliere funghi : quando la sera sono rientrate a casa hanno trovato le strade deserte e i negozi svuotati. Erano rimaste solo caramelle. Le due donne ne comprarono cinque chili e tornarono a casa, dove la notizia dello scoppio della guerra era già arrivata. In quel momento di crisi non si doveva sprecare nulla, e anche degli scarti di lardo che la madre si era scordata di buttare, diventarono preziosi. L'inverno russo, già di per sé poco simpatico, raggiunse quell'anno i -45 gradi: per sopravvivere si bruciavano libri e sedie. Non c'era acqua potabile perchè le bombe avevano distrutto gli acquedotti e per bere si bolliva la neve (che invece di certo non mancava). Non arrivavano viveri in città e per sfamarsi gli abitanti dovevano ripiegare sui gatti randagi.
La guerra è terribile, ça va sans dire: ma in Russia ha qualcosa di infernale.
E' per questo che la perdita di 28 milioni di vite è tutt'ora così sentita: al ritorno dai fuochi d'artificio serali, gli spettatori che marciano sulla Prospettiva Nevskij sembrano davvero riconquistare la città al grido di "Russia! Russia!".
Insomma, nella Madre Russia c'è patriottismo da regalare, e forse potremmo chiedere a Putin di spedircene un po' assieme al prossimo lettone. Noi siamo contro ogni tipo di esagerazione e vedere bambine sfilare vestite da soldati o palloncini a forma di aerei militari ci fa storcere il naso.
Questo nazionalismo ci sbalordisce un po'; ma del resto, in Italia abbiamo per sfilato per strada tutti assieme solo per la vittoria ai mondiali e forse il prossimo 25 aprile dovremmo prendere spunto dal giorno della vittoria russo.
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